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Precisione Millimetrica

Il Metodo dei Pavimenti

Il pavimento è la prova del nove di un cantiere: se i conti non tornano, si vede subito. Ecco perché il massetto conta più della piastrella, e perché ho creato Virtual Posa.

Di Antonio Albano — Titolare e Direttore Tecnico ed Esecutivo

Perché rifiuto un lavoro piuttosto che farlo male

Il pavimento è l'apoteosi della geometria in cantiere: la prova del nove che dice se i conti tornano. Anni e anni di sacrifici, osservando da manovale il lavoro dei cottimisti nei grandi cantieri, mi hanno permesso di imparare la tecnica che uso oggi. E ogni volta, puntualmente, sentivo il committente lamentarsi e l'impresa rispondere, giustamente dal loro punto di vista: "per quella cifra io non rifaccio i massetti, li seguo".

Sacrosanta ragione, ma scarsa professionalità. Io preferisco perdere un lavoro piuttosto che avere una critica sicura domani, e un peso sulla coscienza. Un pavimento o un rivestimento deve durare almeno vent'anni: è mio dovere consigliare, capire i gusti del cliente e orientarlo su qualcosa che non lo stanchi fra due anni, ma che gli duri quaranta. Lavorare sotto standard più bassi non fa per me: non inizio un lavoro se penso che possa danneggiare me o il cliente.

I quattro dettagli che garantiscono la durata

1. Il massetto deve essere perfetto. Ogni colla, se si legge la scheda tecnica, ha un ritiro proporzionale allo spessore applicato: più aumentiamo lo spessore, maggiore sarà il ritiro — anche una colla "antiritiro" significa solo che ritira di meno, non che non ritira. Se uso la colla per riempire un buco nel massetto invece di rifarlo a regola, domani avrò quasi sicuramente un avvallamento in quel punto, e un dente con la piastrella dal lato opposto.

2. La colla non è un collante, è un sistema meccanico a ventosa. Non è silicone, non è Attack: aggrappa per contatto pieno. Se sotto la piastrella ci sono vuoti, la ventosa semplicemente non funziona in quel punto. Con i nuovi formati a basso spessore (pensiamo al Kerlite, resistentissimo nonostante i suoi 3-4 mm) questo è ancora più critico: se sotto c'è un vuoto, prima o poi si rompe — basta un bicchiere, un vaso, un oggetto metallico che cade in quel punto esatto.

3. La precisione millimetrica non è opzionale. Non si fa un bagno o un intero appartamento in due giorni e si pretende qualità. La fretta è il primo nemico della durata.

4. Il brand conta, e bisogna seguirne lo schema di posa. Serve una piastrella calibrata, che non curvi oltre certe tolleranze, con garanzia, il cui punto di cottura sia testato da un'équipe competente e selezionato scartando il minimo difetto. Ma anche la piastrella migliore ha un punto di curvatura obbligato, dovuto alla cottura — per questo bisogna sempre seguire lo schema di posa che il brand stesso fornisce, calibrato al micron per quel formato specifico, per determinate pose e determinate fughe.

Perché ho creato Virtual Posa

Un pavimento è, in fondo, un problema di matematica in successione. Per questo ho pensato di sviluppare un programma che mi aiutasse a fare i conti come li faccio io in testa.

Con Virtual Posa, inserendo il progetto in DXF su una planimetria pulita — o disegnando a mano, aiutandomi con le funzioni di Planar3D — posso decidere a priori come posare al meglio, ottimizzando gli scarti come faceva un tempo un buon piastrellista con carta e penna, ma affidando il calcolo probabilistico al software. Voglio sapere al millimetro dove cadrà ogni taglio, ogni fuga, e dare al cliente una visione certa e finita prima ancora di iniziare — esattamente come ce l'ho già in testa io, in ogni cantiere.

Ottimizzare le venature, gli scarti, il centramento nelle stanze lontane dal punto di partenza, sapere dove posso riutilizzare uno scarto velocemente senza misurare taglio per taglio: sono automatismi che non sostituiscono il mio lavoro, ma aggiungono uno strumento di controllo e verifica in più al mio metodo.

Il metodo del controllo permanente

Come nei pavimenti: fai pochi metri, poi controlli in tutti i versi, cercando la perfezione dei livelli e dell'estetica. Ricontrollare in dieci modi diversi è l'unico modo per ottenere un lavoro quasi perfetto.

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